giovedì 13 dicembre 2018

Blog Tour e Review Party "Rodion" di Beatrice Simonetti



Buona sera readers 🤗 oggi voglio parlarvi di questo meraviglioso  distopico il primo di questa bravissima scrittrice al suo romanzo d'esordio con la Delrai Edizioni "Rodion" e vi porterò  tra le vie di Dresna.



Titolo: Rodion 
Autore: Beatrice Simonetti
Genere: Ucronico
Editore: Delrai Edizioni
Prezzo: 3,99 (ebook)
            16,50 (cartaceo)
Data di pubblicazione: 05 Dicembre 2018


Tula, 4 settembre 1946. Rodion è un bambino di nazionalità russa che sopravvive a stento nella dura realtà dei campi di isterilimento nazisti. La Germania ha vinto la seconda guerra mondiale e, insieme ai suoi alleati, ha creato un regime fanatico e totalitario in tutto il mondo. Tredici anni dopo, Edmund è l'altra faccia della medaglia: un giovane tedesco vittima della folle propaganda nazista che cela oscuri retroscena, mascherandoli con nobili ideali, ai quali il ragazzo crede con assoluta fedeltà. Il desiderio di difendere la patria si concretizza presto in una chiamata alle armi e lì la lotta di Edmund Heyder si tramuta gradualmente in un percorso di dubbi e incertezze sulla validità di un pensiero che uccide l'umanità. Famiglia, amicizia, rispetto di sé e del prossimo, patriottismo, dignità, orgoglio e amore gravitano attorno a lui e alla verità che un sovietico rimane pur sempre un essere umano. Un romanzo senza alternative, né sconti, dove la crudeltà dell'uomo arriva a uccidere persino se stessa, in un crescendo di azioni e rivoluzioni. Non c'è vincitore dove c'è guerra e non c'è anima se a schiacciarla è l'idea che un uomo valga più di un altro, in ogni caso.

TAPPA: TRA LE VIE DI DRESDA

Ambientazione, prima parte 
Quando scelsi le ambientazioni di Rodion, Edmund era solo un’immagine sbiadita dentro la mia mente. Non sapevo bene che volto dare al cosiddetto eroe del romanzo. Mi dannai per cercare di rendere al meglio tutte le sue sfaccettature. Alla fine il volto che scelsi per lui fu quello della sua città. 

Dresda
La capitale della Sassonia era la rappresentazione ideale di ciò che premeva dentro la mia mente. Avevo bisogno di un luogo a metà, esattamente come lui. Dresda aveva la sua stessa frattura. 

Durante il periodo della DDR, il fiume Elba, considerato uno degli emblemi della Guerra Fredda, fu abbandonato a sé stesso per molti anni, perché reputato con disprezzo il fiume comunista. Le sue acque piene di mercurio inquinavano ogni anno il Mare del Nord. Non aveva lo stesso valore del Reno, non poteva essere paragonato al Padre della Germania. 

Inoltre il suolo di Dresda venne bombardato duramente tra il 13 e il 15 febbraio del 1945, proprio verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. Edmund, per me, era come quella città, era le sue macerie ma era anche la Dresda rinata dalle sue stesse ceneri. La sua memoria aveva cancellato i torti subiti ma qualcosa in lui, quel grigiore che colorava i palazzi ricostruiti meticolosamente, c’era ancora, in una frattura incancellabile, in un eterno confronto con il passato – soprattutto con lo spettro del nazismo - ciò che i tedeschi chiamano Vergangenheitbewältigung. 

Edmund è ogni vicolo della città di Dresda, è ogni sua strada, la cupezza che emanano i suoi palazzi, l’imponenza del Semperoper, la forza della Frauenkirche che resistette stoicamente per i due giorni successivi al bombardamento, prima di collassare del tutto. Nonostante ciò, una facciata rimase in piedi, annerita, come ultimo baluardo di resistenza, come simbolo di ripresa. La chiesa, nella nostra realtà, è stata ricostruita dopo 45 anni, mentre in quella di Rodion venne rimessa a nuovo dopo pochissimo tempo, come indice di una rinascita forzata. 

Anche se il corpo cancella, la coscienza prima o poi riaffiora sempre.




Tutti conosciamo la nostra storia. La resa della Germania nel '45, gli americani che ci hanno liberato... ma vi siete mai chiesti se non fossero arrivati gli alleati come sarebbe andata a finire?! E se Hitler fosse riuscito nel suo folle piano?!
Questo è proprio quello che la mente geniale e cruda e affascinante di Beatrice è riuscita a creare!
La storia inizia nella cruda realtà della povera gente russa, distrutta dalla povertà e dai soprusi dei nazisti in particolare del piccolo Rodion, dove la si trova all'improvviso senza più una casa e una famiglia, solo. Senza più nessun aiuto. Cosa gli succederà adesso che i tedeschi gli hanno portato via tutto?
Passano molti anni, a Dresna ed è qui che il giovane Edmund spera un giorno di diventare un soldato e servire la nazione che tanto ama.
Grazie all'aiuto dell'amica d'infanzia, e grazie soprattutto all'inseguimento di un ribelle russo durante un attentato, riesce finalmente a far parte dell'esercito.
Ma ovviamente tutto Ha un prezzo.
Ha dovuto abbandonare i suoi amici, sua madre sempre contraria a questa folle idea del soldato.
Di certo non gli mancano la grinta, il coraggio e la forza d'animo per affrontare questi cambiamenti e la realtà che è lì che lo attende. Come un nemico dietro a una duna pronto a colpirti.
È un viaggio che percorre Edmund verso se stesso, verso la libertà e verso la speranza.

È un romanzo nonostante il genere, vero, con personaggi veri, reali. Ho sofferto con loro.
Ha saputo scrivere queste pagine con una facilità e maturità sorprendente.
Le vicende avvengono una dietro l'altra, non sono riuscita a staccarmi dalle pagine più di tanto. Ero sempre là col pensiero, non vedevo l'ora di finirlo per sapere come sarebbe andata a finire.

È un romanzo che fa riflettere e se vi piace la storia come me, leggetelo e non ve ne pentirete.




Beatrice Simonetti è nata a Loreto il 3 luglio 1994 e attualmente vive a Castelfidardo, nelle Marche. A prescindere dai suoi studi che l’hanno portata ad approfondire la passione per le culture e per le lingue occidentali e orientali, soprattutto russo e tedesco, ha sempre avuto un grande amore per la lettura, grazie alla sua famiglia. Le lettere l’hanno affascinata fin da bambina, per questo ha poi deciso di mettere su carta le sue storie, dando vita a nuove realtà con cui spera di coinvolgere chi come lei non può fare a meno dell’immaginazione. Rodion è il suo romanzo d’esordio e il primo per la Delrai Edizioni.








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